Caratteristiche
Lavorazione
Cave
   
   
   

Per tutti coloro che non conoscono sufficientemente bene le proprietà peculiari del porfido, dirò solamente che, nelle varianti che appaiono qua e là sul pianeta, esso costituisce probabilmente uno dei materiali più nobili tradizionalmente utili per un’architettura di elevata qualità espressiva, per un’edilizia di grande qualità prestazionale e per una poetica artistica fondata sulla espressività materia e durevolezza.


Il porfido che i fratelli Pedretti scoprirono e cavano sulle alture della val Camonica (a oltre duemila metri di altitudine e con notevole sforzo imprenditoriale per poche decadi l’anno, d’estate, quando non c’è la neve) costituisce la variante italiana fra i porfidi già noti agli egiziani che costruirono le piramidi: l’intensa colorazione rosso sanguigno di quella varietà ben si prestava (anche se allora la lavorazione era assai difficoltosa per la straordinaria resistenza che manifestava agli attrezzi) alla confezione di manufatti di grande spettacolarità.

         
         
 
Lucido
 
Levigato
 
Fiammato
 
Fiammato Spazzolato
 
Satinato
         

Lastre di porfido levigate a specchio rivestivano facce di taluni piramidi (e da li sono state sottratte per farne pavimenti e mosaici lungo tutta la la romanità, lungo il periodo bizantino e l’architettura antica, anche nel nostro paese).
E’ noto che blocchi grandiosi di porfido rosso d’Egitto sono esportati in oriente: si veda la statua dei tetrarchi proveniente da Bisanzio che ora è posta, come una sorta di pietra angolare, sul lato destro della facciata della basilica di S. Marco a Venezia; si vedono le monumentali sepolture di Costantino e di sua madre ora nei Musei Vaticani; si vedono le infinite colonne, colonnine e fregi “di spoglio” da edifici romani ora diffuse nelle chiese di tutta Italia.


Risalendo il fiume Grigna (che nei dintorni di Esine, consentiva ai lapidici locali di lavorare utilmente “trovanti” di porfido portati a valle dalle ultime glaciazioni), nell’immediato dopoguerra, i fratelli Pedretti, capeggiati dal padre, intuirono che avrebbero forse trovato la sorgente… di quei blocchi: e così fu.

 

In realtà, per anni e con grande sacrificio, i fratelli Pedretti (divenuti titolari della cava) portarono a valle blocchi sempre  più grandi e perfetti di un porfido compatto e dal bellissimo colore grigio rossastro: ora ci sono strade adatte al transito di mezzi meccanici formidabili che possono estrarre quel pregiato porfido che si dimostra particolarmente adatto alla rifinitura di moderne opere architettoniche.


Grazie alla sua origine endogena di tipo magmatico-effusivo la superficie delle lastre lavorate appare molto uniforme: le micromasserelle di quarzo traslucido spiccano sul fondo bruno intenso come fossero stelle di un cielo luminoso.

Prof. Arch. Alessandro Ubertazzi

 
 
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